Permesso di costruire in sanatoria

Il permesso di costruire in sanatoria è una procedura che serve a regolarizzare opere edili realizzate senza alcun titolo abilitativo o in difformità rispetto allo stesso titolo. È bene sapere che non tutti gli interventi edili irregolari possono essere sanati, ma solo quelli che rispettano determinati requisiti di legge.

Se continuerai la lettura fino alla fine, scoprirai in cosa consiste il permesso di costruire in sanatoria, cosa può essere sanato e cosa no, ma anche perché la sanatoria è una procedura ben diversa dal condono edilizio. Infine vedremo insieme quali sono i costi legati al permesso di costruire in sanatoria e come si svolge la procedura. Continua a leggere

Solaio in legno

Tra tutti i materiali usati per le costruzioni, il legno è uno dei pochi a trasmettere subito una piacevole sensazione di calore e comfort. Non a caso sempre più persone sognano di abitare in una casa in legno, ma per chi non vuole spingersi così in là, la realizzazione di un solaio in legno è di certo un ottimo compromesso.

Esistono diverse tipologie di solai in legno e vale la pena scoprire quali sono le caratteristiche e i vantaggi di ognuna. In questa breve guida scoprirai anche come si procede alla progettazione di un solaio di questo tipo e quali sono i costi delle travi e della realizzazione dei lavori. Continua a leggere

Ristrutturazione casa costi

Quando si parla di ristrutturazione di casa, costi e budget a disposizione diventano la preoccupazione principale e a volte anche la stessa progettazione passa in secondo piano. Nel mondo ideale ci piacerebbe immaginare la casa dei nostri sogni e affrontare la spesa necessaria per realizzarla, ma nella realtà spesso valutiamo il budget disponibile e con quella cifra proviamo ad avvicinarci alla casa dei sogni.

Ho una buona notizia per te: non devi per forza scegliere tra la casa che hai sempre desiderato e la necessità di risparmiare! Se fai le scelte giuste, puoi avere l’uno e l’altro.

Abbiamo già parlato di come valutare il preventivo per scegliere l’impresa edile, ma ora voglio darti qualche indicazione pratica per gestire nel modo migliore il budget destinato alla ristrutturazione. Vedremo insieme quali fattori incidono sui costi, come evitare che la spesa preventivata aumenti durante i lavori e come sfruttare le agevolazioni fiscali. Continua a leggere

Cambio destinazione d'uso

Capita molto spesso che i piani in merito all’utilizzo di un determinato immobile cambino nel tempo ed è proprio in queste occasioni che nasce l’esigenza del cambio di destinazione d’uso.  A volte questa modifica urbanistica e catastale comporta delle opere edili, ma può anche accadere che le opere non siano necessarie e tra un po’ ti spiegherò il perché.

Parlando con i miei clienti mi sono accorto che sono ancora tanti i dubbi in merito alla procedura da seguire per il cambio di destinazione d’uso, i costi da affrontare, i tempi d’attesa per la pratica e la normativa vigente. Ho deciso quindi di preparare questa guida per rispondere alle tante domande sull’argomento.

Cos’è il cambio destinazione d’uso?

Iniziamo dalle basi e chiariamo subito in cosa consiste questa procedura urbanistica.

Definizione di cambio destinazione d’uso:

Si tratta di una procedura necessaria quando un immobile viene destinato ad un utilizzo diverso. Questo cambiamento diventa urbanisticamente rilevante quando comporta anche il passaggio ad una categoria funzionale diversa. La legge infatti prevede alcune macro-categorie, in modo da raggruppare gli immobili in base al tipo di utilizzo che ne viene fatto.

Si può trattare, ad esempio, di cambio di destinazione d’uso da ufficio ad abitazione, da magazzino a negozio o da deposito a garage. Gli esempi possono essere molti e sono tutti finalizzati ad assecondare una nuova esigenza del committente.

Destinazione d’uso e categoria catastale

Con il decreto Sblocca Italia (n.133 del 12 settembre 2014) il cambio di destinazione d’uso è diventato più semplice, perché le categorie previste dalla legge da 7 sono diventate 5. A partire dal 2014 le categorie funzionali degli immobili sono:

  • Residenziale. Comprende tutti gli immobili la cui superficie è utilizzata prevalentemente per uso abitativo.
  • Turistico-ricettiva. Rientrano in questa categoria gli hotel e tutte le strutture ricettive di vario tipo, dagli ostelli ai campeggi.
  • Produttiva e direzionale. Fanno parte di questa macro-categoria tutte le industrie, i laboratori artigianali e in generale le strutture destinate alla produzione di beni. Vi rientrano anche le banche, le sedi di enti e società che erogano servizi, ma anche studi professionali e uffici.
  • Commerciale. Comprende tutti i negozi, i mercati e le attività commerciali, comprese quelle che operano nella ristorazione, come ristoranti e bar.
  • Rurale. Qui rientrano le strutture destinate alla produzione agricola, all’allevamento, alla forestazione e alla coltivazione, le abitazioni rurali, le serre, ma anche gli agriturismi ed agricampeggi.

Una volta chiarito quali sono le categorie per la destinazione d’uso, dobbiamo capire in che modo vengono usate. Infatti è possibile che uno stesso immobile sia destinato a diversi utilizzi. Cosa succede in questi casi? Per spiegarlo,ti  faccio un semplice esempio.

Se un immobile è usato in parte come abitazione e in parte per lo svolgimento di un’attività commerciale, per stabilire in quale categoria funzionale rientra, si tiene conto della destinazione d’uso prevalente. Se ad esempio l’unità è residenziale per il 50,01%, la destinazione d’uso sarà quella residenziale.

Attenzione a non confondere la categoria funzionale attribuita, con la destinazione d’uso indicata nella visura catastale. Infatti la variazione catastale avviene solo in un secondo momento. Prima si procede al mutamento di destinazione d’uso e solo dopo il benestare del comune si può procedere con la variazione al catasto.

Cambio destinazione d'usoCambio destinazione d’uso senza opere

Il cambio destinazione d’uso non richiede necessariamente degli interventi edilizi e quando non sono richiesti si parla di cambio destinazione d’uso senza opere. È una situazione piuttosto frequente quando si effettua soltanto un mutamento funzionale delle destinazione d’uso, ma di fatto non occorrono interventi strutturali sull’immobile.

In questi casi bisogna comunque presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), mentre non servirà il permesso per costruire. Si tratta, quindi, di un cambio destinazione d’uso senza permesso per costruire.

Questo mutamento all’interno della stessa categoria funzionale, ad esempio da abitazione ad affittacamere, è sempre ammesso e non è soggetto ad alcuna limitazione. La situazione invece cambia drasticamente quando invece occorre un intervento edilizio, ma ne parleremo tra un po’.

Cambio destinazione d’uso con opere

La procedura di cambio di destinazione d’uso è diversa quando è necessario intervenire sull’immobile, perché bisogna chiedere il premesso di costruire e presentare una documentazione diversa a seconda del tipo di intervento previsto.

Esistono infatti 5 tipologie di intervento edilizio:

  • Manutenzione ordinaria;
  • Manutenzione straordinaria;
  • Restauro e risanamento conservativo;
  • Ristrutturazione edilizia;
  • Nuova costruzione.

Quella che comunemente chiamiamo ristrutturazione, può rientrare in una di queste categorie. La distinzione non è di poco conto e ti spiego subito il perché.

Cambio destinazione d’uso su edificio vincolato

Il Piano Regolatore Generale del Comune (ormai diventato Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico) stabilisce quali sono gli immobili soggetti a dei vincoli e quali sono gli interventi edilizi consentiti. Ad esempio gli edifici storici che si trovano al centro della città, in genere sono sottoposti a vincoli molto stringenti e i proprietari non possono demolirli o fare importanti modifiche strutturali.

Prima di chiedere il cambio di destinazione d’uso è quindi necessario verificare che l’intervento richiesto sia ammesso dal Piano Regolatore Generale (PRG). Se ad esempio il Piano consente solo la manutenzione ordinaria, non sarà possibile effettuare un intervento di livello superiore, come la manutenzione straordinaria o la ristrutturazione dell’immobile.

Il tuo geometra di fiducia dovrà quindi recarsi al Comune per verificare che non ci siano vincoli che impedirebbero di effettuare la variazione. Solo dopo potrà presentare la richiesta per effettuare i lavori e avviare la pratica.

Il mutamento di destinazione d’uso può incontrare anche altri ostacoli e uno di questi può essere il regolamento condominiale. Se il cambio di destinazione d’uso è vietato da un regolamento approvato all’unanimità dai condomini, non sarà possibile procedere alla modifica.

La restrizione condominiale non ha invece alcun valore ostativo nel caso in cui il regolamento sia stato approvato con una maggioranza diversa, ad esempio a maggioranza semplice o assoluta.

Normativa igienico-sanitaria e cambio destinazione d’uso

Esiste anche un altro motivo che potrebbe impedire di cambiare destinazione d’uso e si tratta delle norme igienico-sanitarie. Il geometra da te incaricato dovrà verificare (e provare) che anche dopo la modifica saranno presenti alcuni requisiti urbanistici richiesti dalla legge:

  • Rapporto aero-illuminante. È necessario rispettare il rapporto tra la superficie dei locali e le superfici finestrate.
  • Altezza minima di 2,70m. In questo caso occorre fare attenzione alle prescrizioni previste dai vari comuni, perché al di sopra dei 600m sul livello del mare, il limite in alcuni casi si abbassa a 2,40m.
  • Ricambi d’aria. Bisogna calcolare con esattezza i ricambi d’aria in base alle indicazioni della normativa UNI 10339.
  • Impianti. Deve essere garantito il rispetto delle norme che disciplinano tutti gli impianti della casa, dall’impianto elettrico a norma fino a quello di allontanamento delle acque reflue domestiche.

Una volta assicurato il rispetto alle norme igienico-sanitarie e in assenza di impedimenti di tipo urbanistico o comunale, si può procedere al cambio di destinazione d’uso.

Cambio destinazione d’uso e catasto

Finora abbiamo parlato di tutti gli adempimenti burocratici da svolgere presso il Comune di appartenenza. E il catasto? Dopo che è stata avviata la pratica urbanistica, è possibile chiedere la variazione catastale. A questo punto nella visura catastale alcuni dati saranno diversi, come la rendita e la categoria dell’immobile.

Questo aggiornamento catastale comporta quindi una variazione degli importi da pagare per IMU, TASI, TARI e tutte le altre tasse che riguardano l’immobile.

Ultimata la procedura al catasto, il tuo geometra tornerà di nuovo in Comune per chiedere il Certificato di agibilità. Bisognerà allegare il certificato energetico APE e tutte le certificazioni relative agli impianti. Solo in questo modo sarà possibile dimostrare che gli impianti sono in regola con le norme vigenti.

Oneri di urbanizzazione

Probabilmente ti starai domandando quanto costa il cambio di destinazione d’uso, quindi passo subito a illustrarti le spese che dovrai affrontare. Una delle voci di spesa è quella degli oneri di urbanizzazione.

Anche se il mutamento non ha comportato interventi edilizi, l’immobile avrà un carico urbanistico diverso. Questo significa che molto probabilmente saranno diversi i consumi d’acqua, cambierà la necessità di utilizzare i parcheggi circostanti e in generale avrà un certo impatto anche sugli altri abitanti della zona.

Chi decide di cambiare la destinazione d’uso di un immobile, deve quindi pagare gli oneri di urbanizzazione, che rappresentano la differenza tra gli oneri dovuti per la nuova destinazione e quelli che si pagavano per la precedente.

A quanto ammontano questi oneri? Ogni Comune utilizza criteri diversi per quantificarli, quindi non è facile fare una stima precisa. Ad esempio gli oneri di urbanizzazione che si andranno a pagare per un cambio destinazione d’uso a Torino saranno diversi rispetto a quelli previsti dal vicino Comune di Pinerolo.

Costi del cambio destinazione d'usoCosti del cambio destinazione d’uso

Gli oneri di urbanizzazione non sono le uniche voci di spesa per il mutamento di destinazione d’uso. Tra i costi da conteggiare, devi aggiungere anche quelli relativi ai lavori edili e l’onorario dei professionisti che hanno reso possibile la chiusura della pratica con successo. Vediamo nel dettaglio questi costi.

Costo degli interventi edili

I costi per i lavori edili di adeguamento o ristrutturazione dell’immobile sono estremamente variabili e dipendono soprattutto dal tipo di interventi richiesti. So quanto è difficile valutare i preventivi delle imprese che si occupano di ristrutturazione, ma ho scritto una guida sulla scelta dell’impresa edile che potrebbe esserti utile.

Questa voce di spesa comprende anche la messa a norma degli impianti, indispensabile per ottenere il Certificato di agibilità, l’allargamento di vani, il recupero di sottotetto o qualsiasi altro intervento eseguito dall’impresa edile.

Onorario dei professionisti

Il cambio di destinazione d’uso è una pratica abbastanza complessa e avrai bisogno di professionisti validi che svolgeranno per te varie attività. Innanzitutto devi mettere in preventivo l’onorario del geometra che si farà carico di tutta la trafila burocratica al Comune e al catasto.

I lavori per il cambio di destinazione d’uso richiedono necessariamente anche l’intervento di un direttore dei lavori, che si occuperà di seguire il cantiere e coordinare le varie maestranze. Includi quindi tra le spese anche l’onorario del direttore dei lavori, che si farà carico delle varie responsabilità in cantiere. Nella maggior parte dei casi, il direttore dei lavori coincide con il tecnico progettista  e l’onorario di questa prestazione è compreso nella progettazione.

Tempistiche del cambio di destinazione d’uso

Abbiamo parlato di procedure, normative e costi del cambio di destinazione d’uso, ma dobbiamo ancora occuparci dei tempi necessari per concludere la pratica. Le tempistiche variano in base a vari fattori e quelli più importanti sono la necessità o meno di eseguire delle opere edili e i tempi di gestione della pratica da parte del Comune di riferimento.

Se si vuole effettuare un cambio destinazione d’uso senza opere, come abbiamo visto, è sufficiente la SCIA, che serve per comunicare all’amministrazione comunale la data di inizio e conclusione dei lavori. Una volta presentata la SCIA, i lavori possono cominciare anche il giorno successivo.

In caso di cambio destinazione d’uso con opere, i tempi sono più lunghi perché servirà anche il permesso di costruire. Normalmente l’attesa per avere il permesso di costruire si aggira intorno ai 2 mesi, ma dipendono molto dalla rapidità del Comune nella gestione della pratica.

Mi sono occupato di recente di una ristrutturazione con cambio di destinazione d’uso a Pinerolo e non abbiamo dovuto aspettare dei tempi biblici. Se sei curioso di conoscere i dettagli di questo progetto, clicca qui e vedrai le foto del prima e dopo. Nello specifico mi sono occupato di un cambio destinazione d’uso da magazzino ad abitazione e il risultato ha superato tutte le nostre aspettative!

Vorresti fare un cambio destinazione d’uso a Torino e provincia? Contattami per avere un preventivo e sono sicuro che riusciremo a realizzare un ottimo lavoro anche sul tuo immobile.

Casa domotica

Mai sentito parlare di casa domotica?  Si tratta di un’abitazione altamente tecnologica che ti permette di controllare i vari impianti in modo automatico e anche a distanza. Le possibilità della domotica in casa sono praticamente infinite!

Non si tratta solo di una moda del momento, ma di soluzioni che migliorano l’efficienza energetica e il comfort della casa. Scopriamo allora come funziona e in che modo si possono creare impianti domotici low cost. Continua a leggere

Riscaldamento a pavimento

Esistono diversi modi per riscaldare casa in modo ecosostenibile e uno di questi è il riscaldamento a pavimento. I vantaggi di un impianto di questo tipo sono numerosi e non riguardano solo l’ambiente, ma anche le spese correnti per mantenere in funzione l’impianto.

Molti sono convinti che sia di difficile installazione e che abbia dei costi proibitivi, ma in realtà si tratta solo di leggende metropolitane. Scopriamo quindi tutte le caratteristiche di questo metodo di riscaldamento, quali sono i vantaggi e gli svantaggi e quando conviene.

Riscaldamento a pavimento: come funziona?

L’impianto di riscaldamento a pavimento è chiamato anche impianto a pannelli radianti e rappresenta l’alternativa al classico sistema di riscaldamento con i termosifoni. Sotto la pavimentazione sono collocate delle tubature d’acqua o delle resistenze elettriche, che permettono di irradiare il calore dal basso verso l’alto.

Per realizzare questo impianto in genere si utilizzano delle tubature d’acqua sotto il pavimento e in questo caso l’acqua viene riscaldata da una caldaia, una pompa di calore o un impianto ecosostenibile a pannelli solari o fotovoltaici.

Il riscaldamento a pavimento può essere anche elettrico e questa soluzione prevede invece l’utilizzo di apposite resistenze al posto delle tubature dell’acqua.

Entrambi i metodi garantiscono un’elevata efficienza e soprattutto la possibilità di riscaldare tutti gli ambienti della casa in modo uniforme. Grazie all’uso di un termostato la temperatura si può regolare anche in modo autonomo in ogni stanza.

Gli elementi costitutivi di un impianto di riscaldamento a pannelli radianti

Per capire meglio come funziona il riscaldamento a pavimento, vediamo quali sono gli elementi che lo compongono:

  • Le tubazioni dell’acqua. Questi tubi sono un elemento essenziale dell’impianto, perché devono garantire la massima affidabilità e resistere sia alla corrosione che allo schiacciamento. In genere vengono utilizzati dei tubi in polietilene o un altro materiale resistente. I tubi sono disposti a forma di serpentina e in ogni caso sono collocati in modo che la loro distribuzione sia uniforme.
  • I pannelli isolanti. Le tubature dell’acqua sono collocate su appositi pannelli, da cui il nome di impianto a pannelli radianti. I materiali più utilizzati per questi pannelli sono il polistirolo o il sughero, che garantiscono un ottimo isolamento. Spesso sui pannelli sono sistemati anche degli attacchi su cui si agganciano le tubature, che in questo modo sono più stabili e vengono disposte secondo il pattern predefinito con una maggiore precisione.
  • Lo strato in PVC. Si tratta di un foglio che contribuisce alla robustezza e impermeabilità dei pannelli isolanti, offrendo quindi un ulteriore filtro contro l’umidità.
  • La caldaia serve a portare l’acqua alla temperatura necessaria, che è molto più bassa rispetto a quella richiesta per un normale impianto di riscaldamento con i termosifoni. In questo caso è sufficiente una temperatura compresa tra 30 e 40°C, contro i 70°C necessari per un comune impianto con i termosifoni. In alternativa alla caldaia si possono anche usare dei metodi più ecologici, come ad esempio un impianto a pannelli solari.
  • I collettori sono semplicemente delle valvole che servono ad aprire e chiudere le tubature, a seconda se sia necessario lasciar fluire l’acqua dell’impianto o meno. Sembrano un piccolo dettaglio trascurabile, ma dei collettori di buona qualità aumenteranno di certo la durata dell’impianto nel tempo.
  • Il massetto è quello strato di calcestruzzo che copre le tubature e sul quale può essere collocata la pavimentazione prescelta.

Riscaldamento a pavimento elettricoIl riscaldamento a pavimento elettrico

Abbiamo già visto che l’impianto di riscaldamento a pavimento può anche funzionare elettricamente. Vediamo quindi quali sono le differenze rispetto a quello con le tubature dell’acqua.

Il riscaldamento a pavimento elettrico si avvale di resistenze che hanno l’aspetto di un filo elettrico spesso solo pochi centimetri. Queste resistenze permettono di fare a meno dell’impianto idraulico e vanno posizionate direttamente sotto il pavimento e non sotto il massetto.

Chi decide di far installare un impianto di riscaldamento elettrico a pavimento ha la possibilità di scegliere il pavimento che preferisce, dal gres porcellanato al parquet. Sì, hai capito bene, anche il parquet! Per scoprire come scegliere il pavimento senza sbagliare, continua a leggere quali sono i vantaggi dell’impianto e sarai accontentato.

I vantaggi del riscaldamento a pavimento

Abbiamo già accennato ad alcuni vantaggi del riscaldamento a pavimento, ma adesso li conosceremo nel dettaglio, uno alla volta.

Scegli il pavimento che più ti piace, anche il parquet!

Tra le leggende metropolitane più diffuse che riguardano il riscaldamento a pennelli radianti c’è senza dubbio quello che riguarda la scelta del pavimento. Secondo una diffusa opinione, chi vuol far installare un impianto di questo tipo avrebbe una scelta limitata, ma in realtà l’unico limite riguarda lo spessore del pavimento e non la tipologia.

Anche il parquet si adatta bene al riscaldamento a pavimento ed è un abbinamento molto apprezzato. Il pavimento in legno regala emozioni che altri materiali non offrono e camminare a piedi nudi sui listoni di legno tiepido è un sogno possibile!

Per far convivere riscaldamento a pavimento e parquet è molto importante scegliere la giusta tipologia di pavimento. Un parquet prefinito a due o tre strati o un parquet in teak massello sono entrambe delle ottime soluzioni. Quando si ricorre alla posa incollata, bisogna far attenzione a non utilizzare colla che contiene formaldeide, che potrebbe essere rilasciata nell’ambiente per effetto del calore.

Sono tutti accorgimenti che le ditte specializzate conoscono bene, quindi dovrai prestare la massima attenzione alla scelta dell’impresa.

Impianto di riscaldamento a pavimento

Niente più termosifoni

Uno dei più grandi vantaggi del riscaldamento a pavimento è la libertà di dire addio ai termosifoni. Spesso sono ingombranti, poco gradevoli alla vista e offrono un comfort minore rispetto al riscaldamento a pavimento.

Infatti, con i termosifoni il calore non viene distribuito in maniera uniforme nella stanza. Le zone più vicine saranno più calde e man mano che ci allontana dal termosifone l’ambiente diventa sempre più freddo.

L’impianto a pavimento elimina del tutto questo inconveniente, perché il calore viene irradiato dal basso verso l’alto e si diffonde in modo uniforme in ogni stanza.

L’assenza del termosifone offre anche una maggiore libertà nell’arredare casa, perché tutte le pareti sono libere da ingombri e l’ambiente risulta subito più elegante.

Niente polveri nocive che si diffondono nell’aria

Eliminare i termosifoni non offre solo maggiore comfort ed efficienza energetica, ma anche dei benefici per la salute. È noto che sui termosifoni si annida polvere ostinata e acari, i nemici giurati dei soggetti allergici. Per pulire bene bisogna armarsi di scovolino, panno umido e tanta pazienza.

Accendere un termosifone impolverato significa liberare nell’aria queste polveri nocive, con gravi rischi per la salute. Il riscaldamento a pavimento ti permette di fare a meno dei termosifoni e quindi di avere meno polvere e acari.

Inoltre l’aria non viene riscaldata e si creano le condizioni di umidità ideali per far cadere le particelle nocive, che così non vengono respirate.

Ridotti consumi di energia

Per riscaldare l’acqua dei termosifoni si consuma molta più energia, perché bisogna arrivare ad una temperatura di ben 70°C. Quando invece si utilizza il riscaldamento a pavimento, è sufficiente che la temperatura sia compresa tra 30 e 40°C. Questo piccolo dettaglio si traduce in un notevole risparmio di energia.

Le spese di installazione si riescono ad ammortizzare nel giro di qualche anno, visto che si stima che il risparmio complessivo si aggiri intorno al 25% l’anno.

Se poi l’impianto è alimentato ad energia solare, allora il risparmio aumenta ancora. Questa scelta ecosostenibile ha anche un certo impatto sulla qualità dell’aria e sulla salute generale, tua e del pianeta.

Incentivi fiscali per l’installazione dell’impianto

I lavori di riqualificazione energetica vengono sempre premiati dall’Agenzia delle Entrate con interessanti incentivi fiscali. La legge di bilancio prevede agevolazioni che variano di anno in anno e che possono comprendere anche detrazioni fino al 65%.

Questi benefici fiscali non sono automatici, ma bisogna provare il raggiungimento di determinati livelli di efficienza previsti dalla legge. Per evitare di perdere le agevolazioni fiscali è sempre meglio rivolgersi ad un professionista nel settore dell’efficientamento energetico. Può trattarsi del direttore dei lavori o di un consulente esterno.

Fai a meno del condizionatore d’estate

L’impianto di riscaldamento a pannelli radianti assicura dei benefici anche durante la bella stagione. Quando il caldo diventa insopportabile, può rappresentare una valida alternativa ai condizionatori d’aria e raffreddare l’ambiente senza incidere troppo sui consumi elettrici.

Per ottenere questo risultato basta far circolare acqua fredda al posto di quella calda nelle tubature. Sebbene l’impianto non sia nato con questo scopo, svolge egregiamente il compito di rinfrescare l’ambiente.

Meno interventi di manutenzione

Gli interventi di manutenzione sono meno frequenti negli impianti di riscaldamento a pavimento rispetto a quelli con i radiatori. Anche le riparazioni sono più sporadiche, quindi puoi fare a meno del tecnico per un bel po’ di tempo, soprattutto se si tratta di un impianto di nuova installazione.

Degli interventi periodici sono comunque necessari e servono soprattutto per pulire l’acqua che circola nelle tubature ed eliminare eventuali fanghi, calcare o alghe, che col tempo possono provocare dei malfunzionamenti. Questa manutenzione, anche se occasionale, garantirà una resa energetica sempre ottimale.

Riscaldamento a pannelli radianti

La temperatura ideale in ogni stanza

Un modo intelligente di eliminare ogni spreco è quello di far installare un termostato in ogni stanza, così da regolare la temperatura in modo autonomo. Se ad esempio una stanza rimane vuota per gran parte della giornata, tenere acceso l’impianto in quell’ambiente sarebbe solo un inutile consumo di energia.

In ogni ambiente si può avere una temperatura diversa in base alle esigenze dei vari membri della famiglia ed evitare quindi ogni spreco. Inoltre il calore si diffonderà in modo uniforme, per garantire sempre il massimo comfort.

Gli svantaggi del riscaldamento a pavimento

Finora abbiamo parlato dei vantaggi di questo impianto di riscaldamento ed è arrivato il momento di conoscere gli svantaggi. Anche se non sono molti, è importante sapere quali sono.

Costo del riscaldamento a pavimento

Far installare un impianto di riscaldamento a pavimento costa un po’ di più rispetto al classico impianto coi termosifoni. In qualche caso si può arrivare a spendere anche il 50% in più.

Se si pensa agli incentivi fiscali e alla possibilità di ammortizzare la spesa grazie al risparmio energetico, un impianto di questo tipo può risultare comunque molto conveniente.

Pavimento più alto di 5 centimetri

Prima di installare l’impianto bisogna tenere conto anche dello spazio che andrà ad occupare sotto il pavimento. In genere occorrono almeno 5 centimetri e quando i tetti sono bassi, questo può diventare un problema.

Uno degli errori più gravi nella ristrutturazione di casa è dimenticare questo piccolo dettaglio. Dei mobili su misura o particolarmente alti potrebbero non rientrare più nella posizione originaria, creando grossi problemi.

Gli inconvenienti in caso di guasto

Se si dovesse presentare un guasto alle tubature dell’acqua, sarà necessario rimuovere il pavimento almeno in parte, così da poter intervenire per le riparazioni.

Un intervento così importante comporta di certo molto disagi, ma il rischio maggiore è quello di non avere delle piastrelle di riserva per rimpiazzare quelle che vengono rimosse. Per evitare questo pericolo, bisognerebbe sempre tenere da parte una buona scorta di piastrelle di ricambio.

L’impianto va acceso per diverse ore

Per raggiungere la temperatura desiderata, è necessario tenere acceso l’impianto per diverse ore. Anche dopo che la temperatura è stata raggiunta, il suo spegnimento comporterebbe comunque un graduale abbassamento della temperatura.

Se ti affidi ad un termostato di buona qualità, non ti sarà difficile capire come regolare il riscaldamento a pavimento. Infatti, tutte le regolazioni diventano automatiche e ti basterà solo accendere l’impianto e scegliere la temperatura che preferisci.

Parquet che si solleva (se non è installato a regola d’arte)

Il parquet per riscaldamento a pavimento dev’essere adatto allo scopo, ma di questo abbiamo già parlato. Quello che è ancora più importante è la fase dell’installazione, perché se la posa non è fatta a regola d’arte si possono presentare degli inconvenienti.

Il parquet installato male può sollevarsi di qualche centimetro e il problema può peggiorare nel tempo. Non si tratta solo di un problema estetico, perché chi cammina per casa correrebbe anche il rischio di inciampare!

Pro e contro del riscaldamento a pavimento

In questa guida ti ho illustrato tutti i pro e contro del riscaldamento a pavimento, quindi se hai letto fino a qui adesso sei in grado di valutare se si tratta di un impianto che fa al caso tuo oppure no.

Prima di lanciarti nella scelta, ti consiglio di consultarti con il professionista che sta seguendo i lavori in casa tua, così da non lasciare niente al caso. Se ti servono ulteriori informazioni in merito, lascia un commento qui sotto o contattami usando l’apposito modulo. Non sarà difficile trovare la soluzione più adatta per il tuo immobile!

Isolare il pavimento con il vespaio aerato

Nella case a piano terra isolare il pavimento dal terreno è una delle principali priorità. Senza un adeguato isolamento, si possono presentare diversi inconvenienti, come la presenza di condense, muffa, umidità e dei conseguenti cattivi odori. In queste condizioni  il problema non è più solo estetico, ma la stessa salubrità dell’ambiente è compromessa.

Tra le soluzioni che si possono adottare, una delle più efficaci è quella del vespaio aerato, che si può realizzare sia su nuove costruzioni che in caso di ristrutturazione. Leggendo questa guida, scoprirai quali sono i vantaggi di questo metodo d’isolamento e come si realizza.

Cos’è il vespaio aerato

Sono passati diversi anni da quando le case si costruivano direttamnete sul terreno. L’unico accorgimento che si adottava era quello di predisporre uno strato di ghiaia e una gettata di magrone. Questa modalità di costruzione aveva delle conseguenze piuttosto serie, che diventavano subito evidenti con i primi freddi e la comparsa della pioggia.

L’umidità proveniente dal terreno provocava infatti umidità di risalità, muffa sui muri, intonaci scrostati e un persistente cattivo odore. Negli anni le tecniche di costruzioni si sono evolute e uno dei primi accorgimenti che si adotta nelle case a pian terreno è quello di realizzare un vespaio aerato.

Si tratta di elementi prefabbricati realizzati in plastica o resine termoplastiche, che si collegano tra loro per creare una struttura autoportante. Ciascun elemento del vespaio aerato è dotato di una cavità che permette l’ottimale circolazione dell’aria, in modo tale che il pavimento sia ben isolato dal terreno. Per favorire la ventilazione naturale è indispensabile la presenza di bocchette di aerazione sulla facciata.

Tutti i vantaggi del vespaio aerato per isolare il pavimento

Ti ho già detto che il vespaio aerato è una delle soluzioni migliori per isolare il pavimento dal terreno e ora ti spiegherò il perché. Ecco quindi i vantaggi di questo metodo di isolamento.

Isolare il pavimento con il vespaio aerato

1#Realizzabile in caso di nuova costruzione o ristrutturazione

Innanzitutto il vespaio si può realizzare al momento di costruire una casa, ma anche in fase di ristrutturazione. In quest’ultimo caso è bene fare delle precisazioni.

Gli ambienti interni dell’abitazione devono avere un’altezza minima di 2,7 metri. Quando al momento della progettazione si decide di realizzare un vespaio aerato, bisogna tenere in considerazione questa misura.

Quando la distanza tra pavimento è soffitto è abbondante, non sorgono particolari problemi e il vespaio aerato si può realizzare anche sul pavimento esistente. In questo modo si evitano costose demolizioni e i lavori possono procedere in modo spedito.

Nel caso in cui il soffitto non sia molto alto e il rischio è quello di scendere al di sotto del limite dei 2,7 metri, diventa necessario rimuovere il pavimento e il sottofondo. Solo dopo sarà possibile installare gli igloo del vespaio aerato.

In questa seconda ipotesi, si tratta quindi di un intervento complesso, che comporta la realizzazione ex novo dei massetti, degli impianti e della pavimentazione. I costi diventano più elevati e i tempi si allungano, ma il vantaggio che si ottiene è quello di eliminare le condense e i problemi di muffa e umidità.

2# Rapidità ed economicità dell’operazione

Quando i lavori di ristrutturazione vengono eseguiti in tempi rapidi e a regola d’arte, il committente è sempre soddisfatto e questo l’ho imparato dopo anni di esperienza in cantiere. Se poi i costi sono anche contenuti, la ristrutturazione supera anche le aspettative dei clienti più esigenti.

Non è difficile ottenere un risultato di questo tipo con il vespaio aerato. Trattandosi di una struttura prefabbricata, viene realizzata con una certa rapidità, soprattutto quando le maestranze hanno la giusta esperienza. Il tempo dedicato alla scelta dell’impresa edile dà i suoi frutti proprio in fase di realizzazione delle opere.

Quando non occorrono demolizioni, la costruzione del vespaio aerato ha prezzi abbastanza contenuti, che si aggirano tra i 30 e i 32€/mq. A questa stima vanno aggiunti anche i costi per la tubatura di aerazione, che spesso rappresenta una voce distinta in preventivo.

Vespaio aerato#3 Passaggio degli impianti sotto il pavimento

Un altro vantaggio del vespaio aerato è quello di consentire il passaggio degli impianti sotto il pavimento. È una soluzione molto pratica per realizzare un impianto elettrico a norma o far passare le tubature dell’impianto di riscaldamento.

Sopra la soletta di completamento che copre gli elementi del vespaio, vengono collocati i tubi per gli impianti, fissati poi con il massetto. In fase di progettazione degli impianti si ha quindi la massima libertà, perché si può scegliere quale direzione è più conveniente e funzionale allo scopo.

#4 Smaltimento del gas Radon

Nelle zone in cui è presente il gas Radon, il vespaio aerato svolge l’ulteriore funzione di smaltire in maniera efficace questo gas radioattivo e pericoloso per la salute umana. In alcune regioni d’Italia dove è presente il gas Radon, la realizzazione di un vespaio aerato è addirittura obbligatorio per questioni di sicurezza.

In questi casi servono alcuni accorgimenti ulteriori per favorire lo smaltimento del gas Radion e impedire che si accumuli negli ambienti domestici. In particolare le bocchette di aerazione devono essere posta ad una distanza prefissata tra loro (in genere 2,5 o 3 metri) e devono risultare a quote differenziate tra il lato caldo e il lato freddo. Gli sfoghi sul lato caldo saranno posti più in alto, così da permettere all’aria di entrare dal lato freddo e uscire da quello caldo, grazie all’effetto camino.

#5 Tutti gli altri vantaggi del vespaio aerato

Ai principali vantaggi del vespaio aerato che ho elencato, se ne aggiungono anche degli altri, come la creazione di una barriera al vapore, la capacità di adattarsi a diversi perimetri e la semplicità del taglio degli elementi che costituiscono la struttura. Oltre a isolare il pavimento, il vespaio contrasta anche l’umidità di risalita e permette l’ottimale traspirazione delle mura perimetrali.

Inoltre gli elementi che compongono il vespaio sono disponibili in vari modelli e misure (da 10 a 70 cm di altezza) e non è difficile trovare quelli più adatti all’ambiente che li deve ospitare.

Hai deciso di isolare il pavimento col vespaio aerato?

Se hai deciso di isolare il pavimento di casa col vespaio aerato, spero che le informazioni che hai trovato in questa guida ti abbiano chiarito un po’ di dubbi. Come ti ho già anticipato, esistono moltissimi tipi di vespaio e la scelta dovrebbe essere affidata a chi è in grado di valutare la soluzione tecnica più adatta.

Perché l’isolamento del pavimento sia perfetto, il lavoro deve essere eseguito secondo delle regole precise e in questa fase la supervisione del direttore dei lavori può fare davvero la differenza.

Se hai bisogno di un consiglio, un parere tecnico o vuoi affidarmi la direzione dei lavori, contattami e farò tutto il possibile per aiutarti.

Errori da evitare nella ristrutturazione di casa

Hai deciso di ristrutturare casa ma hai paura di sbagliare qualcosa? Devi sapere che non sei il solo! Come te ci sono tantissime persone che affrontano questa avventura senza immaginare cosa le aspetta. Anche quando si tratta di piccoli interventi, bisogna curare moltissimi aspetti, dalle questioni pratiche a quelle burocratiche.

In questa guida voglio parlarti di 5 errori da evitare nella ristrutturazione di casa. Con un’attenta pianificazione e la giusta valutazione dei dettagli importanti, vedrai che filerà tutto liscio e avrai finalmente la casa dei tuoi sogni. Continua a leggere

Impianto elettrico a norma

La ristrutturazione è un’ottima occasione per adeguare tutti gli impianti della casa e in questa fase si dovrebbe dedicare una particolare attenzione all’impianto elettrico a norma. Quali sono i vantaggi? Il più importante è la sicurezza di chi abita in casa, ma con un impianto realizzato a regola d’arte si ottiene anche una maggiore efficienza energetica, quindi meno sprechi e più risparmio.

Oggi ti guiderò alla scoperta delle varie tipologie di impianto elettrico e ti spiegherò la differenza tra i vari materiali utilizzati, da cui spesso dipende la qualità del risultato. Devi sapere, però, che i materiali non sono tutto, perché anche il miglior impianto non sarà efficiente se non è installato in maniera ottimale. Ecco che diventa essenziale affidarsi solo ad elettricisti esperti e abilitati al rilascio della certificazione di conformità.

Impianto elettrico a norma: cosa vuol dire?

Quando si parla di impianto elettrico a norma, si fa riferimento soprattutto alle varie leggi in vigore e in particolare al DM 37/08, che all’art. 5 disciplina la dichiarazione di conformità alla regola d’arte. Non preoccuparti, non mi dilungherò con i dettagli tecnici, ma ti spiegherò in parole semplici cosa vuol dire.

La dichiarazione di conformità è un documento rilasciato dalla ditta che ha installato l’impianto o dall’elettricista abilitato che attesta di aver verificato che l’impianto in questione è sicuro e funzionale. L’installatore può certificare l’esito positivo dei controlli solo dopo aver eseguito una serie di verifiche richieste dalla normativa.

In cosa consistono queste verifiche? Si tratta di esami a vista e prove strumentali, che vanno eseguiti alla fine dei lavori di installazione, ma anche in fase di manutenzione.

I miei clienti spesso mi fanno questa domanda (e probabilmente te lo stai domandando anche tu):

Se l’impianto elettrico è funzionante, è proprio necessaria la certificazione di conformità? 

La risposta è affermativa e il motivo molto semplice. Le verifiche effettuate dall’elettricista ti permettono di escludere eventuali difetti dell’impianto che non sempre si possono individuare con facilità. La certificazione ti permette quindi di dormire sogni tranquilli ed evitare sanzioni.

Le varie tipologie di impianto elettrico

Gli impianti elettrici non sono tutti uguali, infatti hai la possibilità di scegliere tra 3 diverse tipologie o livelli.  Questi livelli sono descritti accuratamente dalla norma CEI 64-8 e la differenza tra loro consiste nella possibilità di disporre di varie tecnologie.

I livelli dell'mpianto elettrico a norma

  • L’impianto elettrico di livello 1 è quello di base e fornisce la dotazione essenziale che non può mai mancare e che lo rendono sicuro e a norma. Chiaramente è anche il tipo più economico, ma si tratta pur sempre di una soluzione efficiente e confortevole.

In base alle dimensioni della casa e al tipo di stanza, viene stabilito il numero minimo di prese e punti luce. A seconda dei metri quadri dell’immobile, è previsto anche un numero minimo di circuiti. Inoltre devono essere presenti almeno 2 interruttori differenziali, così da garantire un’adeguata continuità al dispositivo di sicurezza.

  • L’impianto elettrico di livello 2 è quello standard e si caratterizza per una maggiore efficienza e sicurezza. Sono previsti componenti e dotazioni aggiuntive rispetto al livello precedente. Agli immancabili dispositivi di sicurezza, vanno ad aggiungersi anche il video-citofono e il sistema anti-intrusione.

Si tratta di una soluzione consigliata in particolar modo alle utenze deboli, come gli anziani, le persone ipovedenti o che hanno dei problemi di sordità più o meno gravi.

  • L’impianto elettrico di livello 3 è quello domotico, che migliora l’efficienza energetica dell’abitazione, assicurando un netto risparmio economico. Perché l’impianto si possa considerare domotico non devono mai mancare un sistema anti-intrusione, un sistema di controllo sui carichi di tensione, la gestione per comandare (anche a distanza) luci, temperatura, scenari e diffusione sonora, un sistema di rilevazione antincendio, un sistema antiallagamento oppure uno di rilevazione del gas.

Tutte le caratteristiche che ti ho elencato sono solo la dotazione minima, ma con un impianto domotico si può fare molto di più, come controllare la tua casa quando sei in vacanza, scegliere la temperatura di ogni stanza e irrigare il giardino digitando un comando dallo smartphone.

Impianto elettrico a livelli

Il costo di un impianto elettrico a norma per una casa di nuova costruzione incide per il 2%, ma con un investimento leggermente più alto (appena il 3%) si può realizzare un impianto elettrico domotico di base. I vantaggi sono innumerevoli: i consumi elettrici scendono del 12%, quelli per il riscaldamento del 26% e, come se non bastasse, un impianto di questo tipo aumenta anche il valore della casa, perché la rende più funzionale e confortevole.

Attenzione alla qualità dell’impianto elettrico

Un impianto elettrico di cattiva qualità è estremamente pericoloso: un malfunzionamento o un corto circuito possono costarti molto caro e mettere a rischio l’incolumità di chi abita in casa.

Quando devi realizzare un nuovo impianto elettrico o adeguarne uno vecchio, il mio consiglio è quello di non andare al risparmio perché potrebbe essere pericoloso. Solo quando ti rivolgi a elettricisti professionisti o ditte specializzate, puoi contare su un lavoro svolto a regola d’arte e nel pieno rispetto della normativa.

Un professionista del settore ti guiderà nelle scelta dell’impianto ideale in base alla tue esigenze e ti saprà indicare quali sono i materiali di qualità migliore. Affidati ad elettricisti abilitati al rilascio della certificazione di conformità, così da evitare di incorrere in sanzioni.

Abbiamo parlato di qualità e di risparmio, ma sono sicuro che nella tua testa rimbomba ancora una domanda:

Quanto costa un impianto elettrico a norma?

Purtroppo non posso dare una risposta definitiva a questa domanda, perché ci sono troppe variabili da valutare. Alcune di queste sono la dimensione della casa, il tipo di impianto che hai in mente e anche le finiture che sceglierai. Ti assicuro che affidandosi ai giusti professionisti, non dovrai necessariamente scegliere tra qualità e risparmio.

Ti ho già parlato di come scegliere un’impresa edile per la ristrutturazione di casa, ma posso fare per te ancora una cosa per assicurarmi che tu riesca ad avere il tuo impianto elettrico a norma al giusto prezzo. Collaboro quotidianamente con imprese edili e maestranze di ogni tipo, quindi posso darti un consiglio per la scelta. Dimmi quali sono le tue esigenze di ristrutturazione e troveremo insieme la soluzione migliore, anche per l’impianto elettrico.  😉

Direttore dei lavori

L’articolo di oggi sarà dedicato al direttore dei lavori. Mi capita spesso di ricevere dai miei clienti delle domande che riguardano proprio questa figura: quali sono i suoi compiti? Quali sono le sue responsabilità? Segue soltanto lo stato di avanzamento dei lavori oppure fa anche altro?

Cercherò quindi di rispondere a queste domande e in più offrirò anche il mio personale punto di vista su questa figura molto importante.

Il direttore dei lavori: i compiti più importanti

I compiti del direttore lavori sono molteplici e di diversa natura. Si tratta di una figura altamente specializzata, che mette la sua competenza al tuo servizio e ti permette di dormire sogni tranquilli nel momento in cui devi ristrutturare casa. Proverò a sintetizzare in poche righe le sue mansioni, così potrai farti un’idea più chiara:

  1. Verifica amministrativa. Prima che i lavori abbiano inizio, il direttore lavori verifica che vi siano tutte le autorizzazioni necessarie per procedere alla ristrutturazione. In mancanza di questo adempimento, chi rischia delle multe salate sei proprio tu, il committente.
  2. Controllo dei lavori. Uno dei compiti più importanti è quello di verificare che i lavori stiano procedendo nel modo giusto. Questo significa che la sua presenza in cantiere sarà un punto di riferimento, sia per te che per gli operai. Chiaramente non sarà presente ogni giorno, ma solo il tempo necessario affinché la ristrutturazione proceda secondo i piani.
  3. Controllo di conformità dei lavori rispetto al progetto. La ristrutturazione deve rispettare il progetto che tu hai approvato e sarà responsabilità del direttore lavori verificare che i lavori vengano eseguiti in modo conforme a quanto indicato nel progetto.
  4. Controllo tecnico sull’esecuzione. I lavori eseguiti devono rispettare determinate specifiche tecniche. Quando questo non accade, il direttore lavori deve fermare il cantiere e far ripetere le lavorazioni.
  5. Verifica contabile. Il direttore lavori deve verificare che i costi dei lavori siano corrispondenti a quanto preventivato. In caso contrario deve quantificare le variazioni e comunicarle a te che sei il committente.
  6. Gestione delle pratiche amministrative di conclusione dei lavori. Si occuperà di tutti gli adempimenti burocratici che sono necessari al momento delle conclusione dei lavori.

Le responsabilità del direttore dei lavori

responsabilità del direttore dei lavori

Regna una gran confusione in merito alla responsabilità del direttore lavori. Se i lavori non vengono eseguiti nel modo corretto, di chi è la responsabilità? Del direttore lavori o della ditta che si è occupata della ristrutturazione?

Per chiarire questo punto, ci viene in aiuto la stessa Corte di Cassazione con la sentenza n. 1218 del 27 gennaio 2012: chi presta la propria opera intellettuale (come il direttore lavori) ha un’obbligazione di mezzi e non di risultati.

Che cosa significa in parole povere? Vuol dire che il direttore dei lavori deve fare tutto il possibile per raggiungere il risultato prefissato, quindi nel nostro caso portare a termine la ristrutturazione rispettando i tempi e le specifiche del progetto.

La presenza del direttore lavori nel cantiere serve proprio a garantire il risultato che ti aspetti, ma se la ristrutturazione si conclude senza pervenire a quel risultato per una causa che non dipende dal direttore dei lavori, in questo caso non può essere considerato responsabile.

La nomina del direttore lavori è obbligatoria?

Ecco un’altra domanda ricorrente: sono obbligato a nominare il direttore lavori o posso farlo anch’io? Ci sono dei casi in cui la nomina del direttore lavori è obbligatoria per legge, ossia quando devi eseguire delle opere strutturali e quando devi fare degli interventi per migliorare l’efficienza energetica dell’immobile.

In tutti gli altri casi la nomina del direttore lavori non è obbligatoria e in teoria tu stesso che sei il committente potresti ricoprire questo ruolo. Prima di lanciarti in quest’avventura, voglio metterti in guardia sulle difficoltà che dovrai affrontare. Se non hai il tempo per seguire i lavori di ristrutturazione e se non hai le competenze necessarie, è meglio affidarti ad un esperto. Il rischio è quello di causare dei danni che ti costerebbero tempo e denaro.

Come lavora un direttore lavori?competenze del direttore dei lavori

Nel momento in cui chiedi un preventivo ad un professionista per la ristrutturazione di casa, tra le varie voci troverai quella della direzione dei lavori e ce ne saranno delle altre, come SCIA, catasto ecc.

Ma siamo davvero sicuri che riuscirai a decifrare il preventivo? E soprattutto, sarai in grado di dare un valore alle voci elencate?

Come fai ad esempio ad essere sicuro che 300, 400 o 500€ siano un valore corretto per la voce catasto? Come fai a sapere se è giusto pagare 800 o 900€ per la direzione dei lavori, se non sai nemmeno quando il professionista viene in cantiere e che tipo di controlli fa?

Se non lavori nel settore edile, è molto difficile che tu riesca a capire se hai in mano un buon preventivo e se il professionista che hai davanti merita o meno la tua fiducia. Se hai difficoltà a comprendere cosa c’è scritto sul preventivo, ti lascerai guidare da un unico parametro: il prezzo.

E la qualità? Ricorda che stiamo parlando della ristrutturazione di casa tua e se i lavori non vengono eseguiti in maniera impeccabile, ti pentirai amaramente della tua scelta. Se non vuoi ritrovarti a regalare soldi ad un professionista che non svolge in modo corretto i suoi compiti, poni la massima attenzione a questi dettagli.

Il direttore lavori secondo il mio punto di vista

Il mio modo di concepire la direzione lavori è un po’ diversa rispetto a quella della maggior parte dei miei colleghi. Secondo me la figura del direttore lavori è di estrema importanza nella ristrutturazione di casa tua.

Le mie mansioni come direttore dei lavori iniziano a monte:

  • Controllo che il tuo immobile sia in regola.
  • Faccio un sopralluogo per prendere le misure e valutare le soluzioni migliori per ristrutturare il tuo immobile.
  • Redigo un progetto preliminare, che valuteremo insieme.
  • Preparo il progetto municipale per ottenere i permessi.
  • Preparo il progetto esecutivo.
  • Ti aiuto a scegliere l’impresa edile e i materiali più indicati per la tua ristrutturazione.
  • Durante la direzione lavori, sono presente in cantiere per coordinare i lavori e controllare che ogni dettaglio sia curato e fedele al progetto.
  • I sopralluoghi in cantiere seguono una tabella redatta nella fase preliminare, che prevede dei giorni fissi, ma anche altre date che deciderò a mia discrezione.
  • Mi occupo degli adempimenti relativi alla conclusione dei lavori.
  • Faccio le modifiche necessarie al catasto.

In sintesi, questo è il mio modo di lavorare. Ti accompagnerò passo passo durante tutte le fasi della ristrutturazione, chiarirò ogni tuo dubbio e avrai un unico referente a cui rivolgerti per la tua ristrutturazione.

Quando mi avrai scelto come tuo direttore dei lavori, potrai contare su 3 punti fermi:

  1.  Niente preventivi incomprensibili.
  2.  Il mio obiettivo è quello di garantirti un lavoro perfetto.
  3.  Ti offrirò sempre una garanzia.

Se vuoi saperne di più sulla direzione lavori che offro ai miei clienti e sulla garanzia, contattami e sarò felice di soddisfare ogni tua curiosità.

Scegliere l'impresa edile

Finalmente hai deciso di ristrutturare casa. Hai già ben chiaro in mente quello che vorresti realizzare, ma adesso devi occuparti di un problema serio: come scegliere l’impresa edile? Per ottenere un risultato degno delle tue aspettative e investire bene i tuoi soldi, è importante scegliere l’impresa giusta. Continua a leggere

Procedure edilizie

Da sempre siamo stati abituati a continui cambiamenti normativi, soprattutto nell’ambito delle autorizzazioni. Eccomi qua ad evidenziare le modifiche relative alle procedure edilizie che il nostro governo ha deciso di attuare.

Sto parlando del decreto “Scia 2” (D.lgs. 222/2016) che dovrebbe servire a semplificare l’iter burocratico da seguire per gli interventi edilizi.

Molto spesso chi decide di ristrutturare dà per scontato che i percorsi da seguire per richiedere un permesso siano due: Dia e Permesso di Costruire. Con questo articolo farò un po’ di chiarezza sull’argomento e spiegherò quali sono le procedure corrette dettate dal nostro Testo Unico dell’Edilizia.

Procedure edilizie: di che si tratta?

Ad oggi disponiamo di cinque procedure edilizie principali:

  • attività di edilizia libera;
  • comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila);
  • segnalazione certificata di inizio attività (Scia);
  • permesso di costruire;
  • segnalazione certificata di inizio attività in alternativa al permesso di costruire;

Come vedi la Dia è ufficialmente defunta e la Scia ha preso il suo posto.

Oltre ad aver ridotto a cinque le procedure edilizie, ci sono importanti novità in merito al collegamento tra la tipologia di intervento da realizzare e la procedura corretta da utilizzare.

Infatti alcuni interventi che prima dovevano essere comunicati con la Cila, oggi rientrano nelle attività di edilizia libera (ossia opere che non necessitano di alcun titolo abilitativo).

Questa premessa è doverosa, per farti capire quale sia oggi il processo burocratico che dovrai affrontare qualora decidessi di ristrutturare o apportare delle modifiche al tuo immobile.

Vediamo ora alcune delle novità più importanti a livello pratico.

Tutte le novità dell’attività edilizia libera

L’attività edilizia libera nelle procedure edilizie comprende i seguenti interventi:

  • manutenzione ordinaria;
  • installazione di pompe di calore aria-aria di potenza utile nominale inferiore a 12 kw;
  • interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche che non comportino la modifica della sagoma dell’edificio;
  • i pannelli solari e fotovoltaici a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori del centro storico.

Ci sono altri interventi che rientrano nell’attività di edilizia libera, ma quelli sopraelencati ritengo siano i principali.

L’ultimo punto riguarda forse una delle novità più consistenti. Ovviamente ci sono alcune variabili che devono essere valutate dal tecnico, come ad esempio la presenza di qualche vincolo che impedirebbe la regolare installazione dei pannelli senza autorizzazione.

Le principali novità delle altre procedure edilizie

Importanti novità sono presenti anche nel campo della Cila, con la quale è possibile ricorrere al restauro e al risanamento conservativo, nel caso in cui non interessano parti strutturali dell’edificio.

Sono stati implementati anche i poteri della Scia, con la quale possono essere realizzati i seguenti interventi:

  • manutenzione straordinaria;
  • interventi di restauro e risanamento conservativo che interessano parti strutturali dell’edificio;
  • alcuni interventi di ristrutturazione edilizia;

Come vedi tutto ciò che qualche anno fa veniva autorizzato con la Dia, oggi viene autocertificato dal professionista con la Scia. Possono essere richieste con Scia anche le varianti ai permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale.

Una new entry è la Scia in alternativa al permesso di costruire, con la quale possono essere effettuati alcuni interventi di ristrutturazione edilizia e di nuova costruzione. La scelta di una procedura piuttosto che un’altra, dipende dall’entità dell’opera e dalle informazioni che rilasceranno i vari comuni.

Rimane infine il permesso di costruire, che racchiude al suo interno gli interventi di nuova costruzione e gli interventi di ristrutturazione edilizia che portano l’organismo a trasformarsi radicalmente.

Questo è quanto ci aspetta in base al decreto 222/2016. Adesso non sarà complicato scegliere la procedura giusta, ma il punto di partenza rimane sempre capire il tipo di intervento che vuoi fare tu.

Prima di buttarti a capofitto tra i vari interventi edilizi, se hai intenzione di ristrutturare scarica la mia guida gratuita e se hai dubbi o domande in merito alle procedure edilizie, commenta qui sotto. Sarò felice di offrirti il mio aiuto!


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Recupero di sottotetto

 Oggi è possibile trasformare il sottotetto non abitabile in abitazione grazie al recupero di sottotetto. La normativa di riferimento varia da regione a regione. In questa guida farò una premessa generale che vale per tutte le regioni e poi ti parlerò della regione in cui opero io, il Piemonte. Continua a leggere

Responsabilità del committente

Prima di eseguire dei lavori in casa, bisognerebbe avere le idee chiare sulla responsabilità del committente. Ma di chi stiamo parlando esattamente? Si tratta della persona che ordina un lavoro, ad esempio una ristrutturazione oppure un intervento sull’immobile per migliorarne l’efficienza energetica.

Oggi ti spiegherò esattamente in cosa consiste questa responsabilità e quali strategie puoi adottare per alleggerirla, grazie all’intervento di alcuni professionisti del settore. Continua a leggere